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Un altro commento su Les Echos, firmato da Denis Fainsilber, si mostra scettico sui salvataggi americani: «Gm, Fiat, Chrysler… come credere ai miracoli?». «Il grande big bang dell'automobile è cominciato è nessuno sa dove fermerà la sua folle corsa», scrive l'opinionista. In particolare, si domanda, «come si può credere al salvataggio di Chrysler da parte di Fiat?», tanto più che il gruppo torinese «non mette un soldo nell'operazione». Fiat non ignora – continua - che ci vorranno ben più di due anni per adattare i suoi motori alle gamme degli americani. Inoltre, Fiat «non è veramente un generalista, ma piuttosto uno specialista delle piccole auto, in Europa e in Brasile». Modelli cui tre grandi di Detroit hanno dato il soprannome peggiorativo di «econoboxes». «Se il prezzo della benzina si infiamma di nuovo, il cliente locale avrà tendenza a rivolgersi piuttosto alle ibride…una tecnologia che manca nella gamma Fiat». In definitiva, a giudicare da quanto scrivono il Wall Street Journal e Les Echos, che il prezzo della benzina scenda o salga, negli Usa i rischi per la Fiat sono comunque in agguato.